Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/100

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70 Dell’istoria di Verona

l’Istoria nostra, di fissare la positura e il sito della città ne’ più antichi tempi; moltissime essendo quelle che col volger de’ secoli l’hanno del tutto, o almeno in gran parte, cambiato. L’Adige, ch’è il maggior fiume d’Italia dopo il Po, fa ora dentro Verona quel giro che può nella premessa Pianta osservarsi. Ma se noi ce ne riportiamo agli Storici Veronesi, non facea già così anticamente; ma giunto pressa al sito ov’ora abbiamo il Castel vecchio, proseguiva per la linea che fa ora quella sua piccola derivazione che chiamiamo Adigetto, e senza accostarsi alla città, la lasciava a sinistra dalla parte del monte. Così prima dogli altri fu scritto dal Saraina, e confermato dal Panvinio (Ant. Ver. lib i ,c. ii ), se pure del Panvinio si ha da credere lutto ciò che in quel capo della sua postuma opera si legge, facendovisi perfin dire a quel grand’uomo che la Sarca, cioè il fiume influente del nostro lago, entri nell’Adige. Ma in somma restò fin d’allora fermato che il presente corso fosse preso dal nostro fiume solamente nella piena mentovata da S. Gregorio; e tal opinione da dugent’anni in qua è così radicata, che passa per principio primo nelle Antichità Veronesi, e ad essa, fidandomi del comun grido, m’attenni io pure, ove scrissi dell’Antica Condizion di Verona. Ma così piacesse a Dio ch’anche degli altri errori miei mi venisse fatto d’illuminarmi, come di questo son ora venuto in chiaro, e fossi a tempo di ritrattargli tutti, come questo al presente ritratto: poichè nè fondamento c’è alcuno per asserir tale stravagan-