Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/228

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198 dell’istoria di verona

ste; come dicemmo, s’incorporarono per volontaria dedizione, onde diventarmi poi colonie solamente per privilegio e per comunicazione del gius, lasciando le militari, che furon poscia condotte per tutto. Non meno d’Aquileia si vede da Plinio che fu colonia Concordia, perchè l’una e l’altra fur de’ Carni, e non de’ Veneti, com’anche s’impara da Tolomeo. Di tutti i principali luoghi annoverati in questa regione da Plinio, ignoto ci resta solamente il nominato Bernenses, ascritto a’ Reti. In vano è stata da’ diligenti Geografi ricercata Berna in queste parti; e malamente altri ha creduto doversi intender di Belluno, cui l’Autore nomina distintamente dai Bernesi. Sembra però a noi indubitato doversi legger Breunenses, e intender di que’ medesimi che Orazio (l. 3, od. 14 Breunosque veloces) chiama Breuni, ove tocca dei Reti vinti ne’ lor monti a tempo d’Augusto. Breuni son detti anche nell’iscrizion delle genti Alpine sotto Augusto soggiogate; e Breuni par si chiamassero da Tolomeo, bench’ora si legga Becuni. Il lor primo luogo ci par quasi certo fosse quello che in oggi si chiama Brè, ed è su l’Olio nell’alto della Valcamonica, poche miglia lontano dal Trentino, essendo già anche per altro noto, come que’ monti furon tenuti da’ Reti. La comune immaginazione del Re Brenno ha ora fatto che nel Toscaneggiar tal nome scrivendo, si sia ridotto Brè in Breno. Questa grossa Terra è in oggi capitale della Valcamonica; ma anticamente è certissimo che corpo differente dai Camuni faceano i Breuni, quali abitavano la parte più alla e più pros-