Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/90

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60 dell’istoria di verona

sia, se non provocati, e non le avran però mosse contra Veneti lor perpetui collegati ed amici. Dimostrazione in fine certissima ne fa l’osservare, come Colonia non fu condotta allora, nè per cento trent’anni appresso, di qua dal Chiesio; dal che apparisce che non fu acquistata la Venezia per forza d’armi; insegnandoci Appiano (Bel. Civ. lib. 1) che Roma nelle regioni dentro l’Alpi in tal guisa soggiogate costumò di far Colonie in vece di fortezze, mandandovi cittadini suoi per abitar nelle città, o di nuovo quivi fabricate, o co’ proprj abitanti divise; il che non potendosi eseguire senza torre ai popoli buona parte del lor terreno, instituto de’ giusti Romani fu di non mandar Colonie se non in paesi prima nimici, e fatti di lor ragione per gius di guerra; di che le Colonie nella cisalpina Gallia condotte spezialmente fanno fede. Narrando lo Storico che nell’anno 565 fu condotta Colonia Latina a Bologna, soggiunge subito: “il terreno si era tolto a’ Galli Boj” (Liv. lib. 27: ager captus de Gallis Boiis fuerat). Osservisi adunque come nelle parti di qua fu unicamente edificata e fatta Colonia Aquileia; ma oltre che quello era paese non de’ Veneti, ma de’ Carni, avvertasi ancora come fu terren di conquista: poichè nel 568 uno stuolo di Transalpini, penetrati per boschi e disusate vie fin presso al sito ove, come dice lo Storico (Liv. lib. 39: ubi nunc Aquileia est), poi fu Aquileia, se ne impossessò, e cominciò a fabricarvi una piccola città: costoro da Livio son detti Galli; potrebbe darsi con tutto ciò