Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/92

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62 dell’istoria di verona

essere stata nel terreno de’ Galli condotta (Liv. lib. 40: in agro Gallorum est deducta), avendo i Romani avuto in uso di considerar come paese di conquista qualunque fosse stato avanti da straniere e nimiche genti occupato. Comprovasi da tutto questo, che non essendo altra Colonia per sì lungo tempo dopo il dominio Romano stata in tutta la Venezia condotta, non fu altra parte in essa, che fosse da’ Romani con l’armi acquistata: e se ne prova in oltre con piena evidenza che questa città singolarmente fu sempre Veneta, e non mai Gallica, indubitato essendo che in Verona o nel Veronese si sarebbe fondata Colonia, se questo paese fosse stato prima de’ Galli; e tanto più in questa che in altra parte, quanto che alle straniere nazioni e a un sì frequentato varco dell’Alpi si fa qui frontiera. Presso chiunque abbia lume degl’instituti Romani, e dell’ordine perpetuamente da lor tenuto nelle conquiste in tempo della Republica fatte, e ne’ paesi a’ Galli tolti, niun altro argomento abbisogna per sicuramente conoscere che nè de’ Cenomani, nè d’altra gente Gallica fu mai Verona. Ma venuta adunque la Venezia spontaneamente alla divozion de’ Romani, non per questo smarrì mai l’antico nome o l’antica stima. Fino in tempo dell’lmperador Claudio (Tac. Ann. lib. 11) tutti i popoli Cisalpini venivan dinotati co’ due soli nomi di Veneti e d’Insubri, come i più illustri e diffusi: per Insubri s’intesero tutti i Galli; per Veneti coloro che fin nell’ultima età dell’Imperio una delle più nobili provincie d’Italia da se composero e denominarono.