Pagina:Maffei - Verona illustrata IV, 1826.djvu/48

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42 capo primo

tempo a gli otto Consoli eletti dal Consiglio, quattro de’ quali debbon essere Dottori Collegiati, si aggiungono i quattro Giudici forastieri. Il Podestà presiede, ma non ha voto se non in caso che i pareri fossero ugualmente divisi, nel qual caso decide col suo. Le denunzie, o querele si portano al Malefizio, dove siedono sempre sei Notari, deputati d’anno in anno dal lor Collegio. Altro modo di procedere è per Delegazione, cioè quando in gravissimi casi ed atroci il supremo Consiglio de’ Dieci delega da Venezia il fatto alla Corte, facendosi allora la sentenza dalli due Rappresentanti e dalli quattro Assessori.

Corpo molto considerabile ed onorato compongono ancora i Notai, ufizio di tanta gelosia e di tanta conseguenza, e che in questa città si esercitò anche da nobili, quando non si credeva che la nobiltà consistesse in vivere senza far nulla: anzi per antichi Privilegi di tal Collegio si dichiara che tal esercizio non deroghi alla nobil nascita. Formano questi un Consiglio, da cui si deputano tutti quelli che debbono assistere a’ diversi tribunali ed a’ varj ufizj. Minor facilità ci vorrebbe al presente nell’ammetter tanti a sì fatto impiego, e mollo lodevol sarebbe il dar mano a quella preservazione degli Atti ed a quella assicurazione di essi che in tutte le città si pratica. Era altresì in Verona un celebre ed illustre Collegio di Medici, quale per certe ragioni dopo molte arringhe pro e contra, e dopo lungo dibattimento, dal Consiglio della città restò venticinqu’anni sono, forse non senza molto danno, soppresso.