Pagina:Maffei - Verona illustrata IV, 1826.djvu/49

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notizie generali 43



Vescovo.


Passando ora a considerar l’Ecclesiastico, il nostro Pastore è suffraganeo del Patriarca d’Aquileia, insieme con quel di Trento, di Padova e di molt’altre città: ma questa Chiesa fu sempre per ogni conto molto distinta. Nell’undecimo secolo il Vescovo Brunone fece istanza a Gregorio settimo, perchè gli rinovasse l’onore del pallio Arcivescovale conceduto già a’ suoi antecessori. Leggesi a piè del Registro dell’Epistole di detto Pontefice, com’ei veramente acconsentì. Corrispondente all’onor del pallio fu il decreto fatto nell’anno 104O in un Concilio di Pavia, nel quale intervenne l’Imperadore Enrico col Patriarca d’Aquileia e coll’Arcivescovo di Milano, come può vedersi nell’Ughelli. Fu decretato adunque in conseguenza degli antichi titoli, e dell’esame sopra ciò fatto, che nella Diocesi Aquileiese prima sede dopo la Patriarcale chiamar si dovesse quella di Verona; in effetto di che al Vescovo Veronese fu posta alla dritta del Patriarca una sedia. Tanto vide in Roma il Cardinal Cornaro Camerlingo registrato per antica mano in un codice di Canoni presso il Cardinal Sirleto, e tanto fece nel 1583 autenticamente e solennemente trascrivere. Confermasi da ciò ampiamente il possesso goduto già da1 nostri Prelati degli onori Arcivescovali, accordati qualche volta anche a’ non Metropolitani, come può vedersi tra gli altri negli Annali del Coinzio (t. 7, p. 372). Taluno crederebbe soscritto