Pagina:Maffei - Verona illustrata IV, 1826.djvu/85

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antichità romane 79

libro dai Serlio, e per cui tutti hanno poi parlato di queste Doriche senza base, non è delle grandi del primo piano, come parrebbe nella stampa, ma una delle piccole del superiore, per le quali si divideva in quadri lo spazio. Si può veder questa colonnetta, benchè assai consumata, montando ancora, e dopo girato per una stanza, entrando fra i due muri dall’altro lato. Appar veramente che posavano sopra una fascia, qual veniva a servir di zoccolo continuato. Si veggono altresì più pezzi dell’antico muro, lavorato di quadri Romani, con la solita malta a sassetti: ma l’intera elevazione, che fu publicata dal Serlio e da’ nostri, è supplita di capriccio in gran parte, e spezialmente ne’ bassirilevi, che nè pur potean esservi.

Tornando fuori, l’altezza e la nobiltà di quest’opera, ricca e non ricca d’ornamenti, comparisce ancora, benchè il restarne non poca parte sepolta in terra levi assai della maestà e guasti la proporzione. Altra pilastrata, che pare cominciar su la dritta, e la cornice in alto, che si tronca, e non proseguisce nel fianco, fanno intendere che la fabrica non terminava così, ma continuava ancora, o era congiunta a qualch’altra cosa. L’ordine è Composito, ma con le proporzioni del Corintio, non deviando da esso se non nel capitello. Perrault ed altri per esempio del Composito che ci riman degli Antichi, soglion dare l’Arco di Tito e questa reliquia. Il Serlio nella prima Carta ben mostra i due capitelli del primo piano, che son molto belli, e l’altre parli di esso; se non che supplisce alquanto di fantasia la cornice e