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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 1, 1865.pdf/12

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iv prefazione


d’una scienza dimostrativa. Opportunissima, pertanto, giungeva la pubblicazione dei Dialoghi, qualora il mio ingegno non fosse rimasto tanto inferiore allo intendimento di far risorgere nel concetto e favore degli uomini quella forma di popolare metafisica.

Ma da indi innanzi la cosa à mutato aspetto. Chè in Francia i libri di Giulio Simon così dotti come eloquenti e cosi veri quanto persuasivi alzarono quella filosofia ad uno splendore che mai forse non acquistò per avanti; e certo mai prima del Simon (ch’io sappia) non venne applicata ai gelosi problemi di scienza sociale.

In Italia Augusto Conti, scrittore acuto perspicuo ed elegantissimo, coltiva da parecchi anni con largo frutto quella maniera piana e socratica di filosofare; e sebbene, per mio giudicio, egli la tragga sovente là dove con le sole forze della ragione andar non potrebbe, conviene ringraziarlo assai che contro l’esempio de’ troppo dommatizzanti mai non gli è fuggita parola contro la libertà illimitata del pensare e dello scrivere in metafisica.

Se non che la filosofia del senso comune cesserebbe di recar giovamento e conforto agli uomini, quando