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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 1, 1865.pdf/120

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100 libro primo.


tesi l’ente speculato nelle assolute verità; il qual nome sembra far dubitare che quella entità sia non altro effettualmente che arbitraria composizione e finzione del nostro pensiere.

L’oggetto delle assolute verità è certamente ipotetico e vale a dire che sta come base e fondamento alle cogitazioni e al discorso. E per fermo, ή ύπδΘεσις fu detta dai Greci la prima tesi o posizione che sta sotto, e però sostiene ogni rimanente; ed è un che di eterno e immutabile inverso il quale noi stessi nelle controversie nostre vogliamo e deliberiamo di addirizzare il termine dell’atto d’intellezione; il perchè da nessuno può essere ricusato ed è il punto supremo in cui s’accordano necessariamente tutti i pensieri umani e le varie mire e le opposte opinioni dei disputanti.

Di quindi sebbene nelle dottrine sperimentali le ipotesi generalmente si abbiano per molto sospette, ciò accade (chi può dubitarne?) dalla parte della verificazione loro nei fatti. Ma come concezioni ed esseri puri intellettuali godono invece del pieno lume dell’evidenza e della certezza, ognora che nelle idee componenti non istia nascosta veruna contradizione logica. Così l’Utopia del Moro, la fisica di Paracelso e i sogni dello Swedemborg assunti come serie d’intellezioni e ridotti a meri giudicj d’identità è manifesto che possono riuscire verissimi ed irrepugnabili. Il che prova in universale eziandio la verità di tutte le umane immaginazioni e finzioni quando si riscontrano con le leggi della dialettica; atteso che al nostro pensiere per isbizzarrirsi che faccia in istrani composti e in combinazioni singolarissime altro non accade salvo che di andar raccogliendo alcuna minima stilla del grande oceano dei possibili che è per intero contenuto nella efficienza infinita del Primo Ente.