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| vi | prefazione |
per nulla ad appuntare le intenzioni di lui e di chi lo innalza sui nove celi; ottime anzi le credo e purissime, allo stesso modo che voglio sieno giudicate le mie. Ringrazio Dio similmente che abbia alla perfine fatto rilucere su questa nostra Italia il sole di libertà, e desidero che possa ogni opinione speculativa esservi controversa con più franchezza ancora e interezza, se ciò è possibile, che in Inghilterra e in America. Niuno à fede più viva di me nel finale trionfo dei principj eterni del senso comune e dell’assoluta moralità.
Non mi reputo tale da esser degnato di seria confutazione dalla parte de’ miei avversarj in filosofia. Ma dove il facessero, vorrei pregarli di andare diritti al fondo dei miei pensieri, e non cogliermi in fallo sul qualche frase di dubbia significazione e ponendo a contrasto tale espressione con tale altra. Del pari li avviso che non gioverà loro rimproverarmi di grossa ignoranza nelle lingue e nelle fisiche discipline. Chi andrà insino al termine di questi volumi, vedrà con gli occhi suoi proprj ch’o non volli in ciò essere prevenuto e aspettare i rinfacciamenti altrui. Ma s’io sono ignorante delle lingue e d’innumerevoli altre cose, sono però disennato? e non potrò ragionar dei principj solo perchè le applicazioni in parte mi sono nascoste; nè potrò far giudicio della sostanza di molti