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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 1, 1865.pdf/398

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378 libro terzo.


iniziale che determinato di forma e di atto. Ad ogni modo sarebbe un complesso e un misto di legamenti e congiungimenti simile a quell’intreccio di radici e di rami che producono moltiplicandosi certe specie di Liane nelle foreste d’America; e n’uscirebbe un tutto forse organato e vivente, ma dove nessuna interezza e unità indivisibile ed assoluta sussisterebbe; talchè l’infimo degli uomini sarebbe più compiuto ed uno e sarebbe maggiore Iddio che Dio medesimo. E che diranno essi i panteisti moderni quando si provi loro, com’io credo fermissimamente, che gli uomini stessi non avvrebbero scienza veruun durabile nè sentimento morale determinato nè il concetto e la possibilità del fine senza la unità eterna e immutabile delle idee verso cui tengono sempre la mira e le quali tutte risolvonsi in altrettante determinazioni della infinita idealità e dell’infinita efficienza? laonde invece di affermare che la mente degli nomini compone a poco per volta la scienza assoluta, è necessità di confessare che solo per l’antecedere eterno ed immobile dell’infinito così ideale quanto reale diventa possibile all’uomo la cogitazione e la scienza. Non abusiamo delle parole e non moltiplichiamo gli equivoci; quel vostro Dio è una dispersione di enti e una collezione di atomi quali Democrito li venne pensando; salvo che voi crescete il miracolo di quel metafisico e ponete in ciascuno degli atomi vostri una potenza infinita d’infinito sviluppo e tutti senza nulla sapere l’uno dell’altro si accordano a fabbricare le meraviglie dei mondi. E voi domandate la teorica vostra Dottrina dell’Unità Assoluta? Unità logica e grammaticale volete dire.