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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 1, 1865.pdf/403

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della teologia naturale 383


che il diverso; e identità assoluta e assoluta differenza possono essere scambiati ad arbitrio, non v’è nodo nessuno in filosofia che non si possa sgroppare. Ma noi che non osiamo chiamar puerile la logica comune e volgare ci sentiamo astretti a riconoscere che il differente e l’identico rimarranno tali in perpetuo; e quindi nemmanco nella natura divina possiamo scambiare l’una per l’altra le infinite sue perfezioni e immedesimarle reciprocamente e sotto ogni rispetto per guisa che sieno perfezioni distinte e non sieno. Laonde se l’unità loro consiste per modo di parlare nella loro mutua compenetrazione ripetiamo ch’ella somiglia piuttosto una integrazione assoluta e una totalità perfetta e non resolubile di attività ed essenze infinite. Però a cotesto concetto di unità, più presto subbiettiva e logica che reale e oggettiva, se ne soprappone un altro maggiore e migliore; e certo è quello che si attual in Dio; attesochè l’Ente perfettissimo debb’essere uno nel più supremo grado possibile; il che lo fa semplicissimo eziandio nel supremo grado; e solo così è infinitamente perfetto. Dio è dunque uno nella unità sostanziale del suo atto infinito e nel quale atto si unificano le forme od ipustasi che lo determinano pure infinitamente.

97. — Ò parlato cose talmente astratte e così bisognevoli di commentario che se i lettori non m’ànno di già abbandonato l’un dopo l’altro, io sembrerò loro uscito dalla scuola e dai precetti di quello Scotino a cui l’infelice oscurezza dello scrivere arrecò il nome inglorioso. E oltre di ciò, quali ingegni non s’impaurano di materie sì fatte e ascendendo in altezze cotanto nuove e dismisurate non vi abbagliano la vista e non soccombono ai capogiri? E quasi involontariamente mi si reca a memoria quel volo vertiginoso che