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| dell’assoluto | 35 |
cellule del tuo cervello, e corre già il diciottesimo anno che viene aspettato? ei non bisognava prometterlo, se a compilarlo non ti reggeva la mente ed il cuore. E quale licenza strana pigliavi tu di asserire, contro il detto degli Scozzesi, la possibilità di na filosofia ancor più severa e al tutto geometrizzante, quando non ne avevi fermo il concetto dentro dell’animo? Laonde tu col fatto ci provi non ti diversificare punto ne’ tuoi pensieri dal Reid e da’ suoi discepoli, giusta la estimazione dei quali una dottrina dimostrativa de’ sommi veri non si dà e una metafisica certa e degna del nome di scienza non si ritrova. E se altri ti giudicò uno scettico e ti disse vacillante e mezzo vergognoso dello stesso dubitare, ei ti fu bene investito.
Tali censure mi sembra sentir pronunziare da taluno (se pur ve n’à) che hadi alle mie ciancia fruscole e tenga dietro al moto e al corso de’ miei pensieri.
54. — Ed ecco io sono al terzo capo delle mie confessioni; e non voglio nascondere a niuno che più volte in questi diciotto anni ò disegnata e distesa la trama di quella benedetta filosofia teoretica e più volte altresì ò disfatto quasi in intero e la trama e il tessuto riuscendoni l’una e l’altro qualcosa di troppo simile ai ragnateli traforati e squarciati in un subito da qualche moscone insolente, io voglio dire da qualche fatto per innanzi non bene avvertito o da qualche acerrimo sillogismo tenutosi appiattato nei penetrali dell’astrazione e della dialettica. E qui pure non per giuoco d’ironia, ma per ammirazione sincera io lodo ed esalto, quasi con istupore, que’ metafisici che trovato il bandolo di certe loro connesse e protratte raziocinazioni, ne conducono il filo lunghissimo e sottilissimo senza paura e sospetto mai che loro si rompa tra le dita o si annodi e avviluppi di guisa da scompigliare