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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 1, 1865.pdf/661

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appendice. 641


chè questo non à e non può avere proporzione nessuna col finito.

Lo spazio adunque è solo infinito sotto al rispetto che nulla cosa creata lo limita nè lo può limitare; ed è come intende ognuno la negativa significazione del vocabolo; e già scrivea san Tommaso[1]: Non inconveniens est aliquod creatura sic esse infinitum quod non finiatur ab alio. Ma si conobbe da noi, poco addietro, mancare allo spazio la positiva significazione della voce infinto o vogliam dire la interiore infinitudine che è la pienezza perfetta e assoluta del proprio essere il quale essere proprio, a rispetto dello spazio, non si manifesta che nelle cose corporee capaci di divisione e scomposizione, non penetra gli elementi immateriali de’ corpi stessi che sono le forze e le monadi, e non à virtù continente nessuna per le essenze spirituali.

Quindi lo spazio appena ci aiuta a formare un concettor legno e proporzionato della immensità di Dio, la quale è presente e negli spiriti e nelle forze, e penetra esso lo spazio e però lo comprende. Il perchè lo spazio è solo della iminensità e onnipresenza di Dio una immagine languidissima. Avvegnachè oltre all’essere una smisuranza al tutto speciale e non altro che località interminabile, non vedesi (ripetiamo) in atto giammai, salvo che ne’ suoi modi finiti ed accidentali, e però è sempre necessariamente incompiuto, ed è, a parlar giusto, una sorta d’immensità locale in potenza. Segue che cotesta natura d’immensità mai non può essere attributo di Dio, come pensava Newton, nè può affermarsi di lei che sia un che positivo escluso dalla essenza di Dio, perchè da ultimo è un deficiente e un finito appresso della vera e divina immensità ed onnipresenza. E perchè lo spazio si attua ne’ suoi fenomeni solo in quanto la materia vi comparisce e vi si dilata. è infruttuoso il discorrere se lo spazio antecedette o no la creazione dei corpi; e torna parimente a pretta opera di fantasia l’immaginare un vuoto assoluto ed interminabile, e vogliam dire una estensione infinita in atto, quando non v’è alcuna materia che determini lo spazio e però questo si rimane in essere vir-


  1. Summæ, Pars Iª, quæstio 10ª, 5, 4.
Mamiani 41