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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/24

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16 libro primo.


Forse sì fatta dottrina ed altre che servono di propedeutica alla scienza della natura vorrebbero essere state di già discusse in luogo più confacevole. Ma noi aggiungiamo sollecitamente cotesta pagina alle confessioni nostre prima che il lettore ve la inserisca egli con un po’ d’impazienza; e intendiamo dire che bene si riconosce da noi la metafisica essere un grande sistema connesso in ogni suo membro assai strettamente; nè si può per avventura trattarne una parte disgiuntamente da tutte le altre, e massime quando non si ripetono i detti più vulgati di tale e tale autore, ma i proprj pensieri si proferiscono. Nullameno, ci mancò l’agio e più la forza intellettuale di architettare un edificio vasto insieme e compiuto di scienza speculativa e di murarlo da ogni bauda con sodezza e con ordine, tanto che in cima al tetto non s’avesse a dubitare dei fondamenti. Fuggimmo anche la noia di ricercare e definire per minuto le usuali categorie; proponendoci in quella vece di dirne all’occasione il poco od il molto che sarebbe stato opportuno. E qui giunge il caso per appunto; nè rincresca al lettore l’indugio non lungo che gli si fa, dopo il quale diverrà il nostro cammino e più diritto e più spedito.

26. — Noi provammo altra volta la intrinseca necessità di cotesto principio di causa e vogliam dire il perchè tutte le cose le quali cominciano e più in generale ancora tutte le esistenze nuove sono precedute da una cagione. Nè basta affermare con un filosofo insigne italiano[1] che tal principio risolvesi nella proposizione identica ad ogni atto dover corrispondere a forza un agente. E per fermo, nessuno domanda la interna cagione degli atti essenziali e perpetui degli agenti sem-


  1. Rosmini.