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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/27

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del finito in sè. 19


sto: perchè ella è fatta così. e cioè a dire così venue costituita originalmente; onde la vera cagione è cercata e riconosciuta esternamente e superiormente nellcatto creativo medesimo non nel subbietto operante. Domandi quale sia la causa dell’attrazione generale? Se tu non credi ch’ella provenga da un altro fatto più ancor generale ed intrinseco alla materia, ma tu la giudichi una facoltà originale e costituente la essenza di quella, tu sei pervenuto all’ultimo termine, o vale a dire all’effetto immediato dell’atto di creazione.

29. — Del resto, il solo teismo à un chiaro e rilevato concetto della causa efficiente, dacchè non pure la distingue dagli effetti mediati e immediati, ma la separa sostanzialmente da quelli. E perchè, a nostro giudicio, nell’Assoluto vera causa formale non opera, non vi si distinguendo l’atto dalla potenza, ne segue che ai panteisti il concetto di causa dee comparire mal contornato e d’incertissimi lineamenti. E sebbene discorrono assai volentieri dell’azione reciproca delle sostanze, egli si può sfidarli alla prova del dar ragione sufficiente delle cause esteriori operanti in noi con violenza, di qualità che l’anima nostra vi rilutta con ogni forza e con fatica angosciosa e infruttifera. Strana cosa, davvero, che l’ente uno ed universale voglia patire la propria azione e continuamente addolorarsi e straziarsi.

IV.


30. — Raccogliendo le cose discorse, abbiamo che la causa è latamente sinonimo di sostanza attiva, sinonimo di potenza e di forza, la quale se opera, è attuale; se non opera, è virtuale. E quando non esce dal proprio