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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/40

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32 libro primo.


principio causale nei secondi agenti o vogliam dire nelle cause create e finite, verranno descritte nel Capo che segue. I cenni dati qui sopra ci paiono convenienti e bastevoli a chiarire e ordinare quanto bisogna il progresso della trattazione.

65.Malebranche, gran filosofo, conforme fu detto nel Libro quarto dell’ontologia, negò a dirittura le cause seconde per la ragione che nemmanco Dio può loro fornire l’assoluta causalità. Ciò prova troppo davvero! E perchè potrà egli il Signore Iddio partecipare l’essere, la bellezza la mentalità ec. e non l’efficacia causale? Noi siamo sempre allo stesso discorso. Oltre l’infinito può esistere il finito. Dunque oltre la potenza ed efficienza infinita possono esistere gradi e maniere finite di efficacia causale; e come Dio è immanente nelle sostanze e pure non le immedesima a sè, del pari egli è immanente nelle efficienze finite che sono all’ultimo non altra cosa che attività sostanziali. Che se al Malebranche manca ardimento di ricusare all’uomo la facoltà degl’impotenti desiderj e conati, come non s’avvede che impotenti o no, que’ conati e que’ desideri sono cause formali? Ora, introdotta nella natura in qualunque via e maniera una poca partecipazione di causalità, è lecito di supporre una partecipazione maggiore e il quanto ci verrà discoperto e insegnato dalla coscienza e dall’esperienza.

66. — A rispetto poi del sapere come un atto penetra in altro subbietto e lo modifica, concedo che mai non vi perverremo, perchè converrebbe avanti disvelare l’ultima essenza delle cose. Quindi tale impossibilità di conoscere non è maggiore intorno le cause che intorno a tutte le essenze. Chi conoscesse intimamente il subbietto dell’anima, scorgerebbe il perchè dell’esser ella fornita di certe facoltà e nou di certe altre. Perciò