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prima assoluta, ma lasciare incerta e incompiuta la dottrina delle cause seconde. Kant, postosi a rifare, come ognun sa, il libro dei Predicamenti e venuto a parlar della causa, la estenuò di maniera che le tolse persino il principio attivo, convertendolo in un concetto applicabile a tutte le mutazioni che accadono con qualche legge.
CAPO TERZO.
AFORISMI DELLA FINITA DELLE COSE.
Aforismo I.
69. — Ora seguono gli aforismi annunciati più sopra intorno alla condizione e natura della finità in sè medesima considerata. E primo nell’ordine dialettico viene l’infrascritto.
Il finito in quanto tale si diversifica necessariamente dall’infinito. E se questo è l’uno, l’altro è il molteplice. Quindi il finito per sè opponesi altresì all’unione e va diviso e disgregato.
70. — Del pari, non è omogeneo, ma eterogeneo e diverso. Perocchè l’unione e la somiglianza contiene certa effigie di unità. Non è ordinato, concorde ed armonico, ma confuso e discorde per la ragione medesima che la concordia e l’armonia, e però l’ordine inchiuso in entrambe, s’accostano all’unità ed anzi sono certa unità relativa. Oltrechè l’ordine e l’armonia dovunque appariscono fanno forza al pensiere di riconoscere quivi entro certa mentalità e certa intenzione finale. Mentre nelle cose contingenti a sè medesime abbandonate si dee concepire o la immobilità o il tu-