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Pagina:Mamiani - Teorica della religione e dello stato, 1868.pdf/194

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176 capitolo decimo.


gli apostoli. Nè andremo poi ricercando se quell’abusata teocrazia fosse utile per non dir necessaria nei secoli più ignoranti e luttuosi del medio evo; ricercamento non intralasciato da noi nelle superiori parti del libro e condotto (ci sembra) con perfetta imparzialità. Ciò invece. che dee rincrescere ne’ nostri giorni si è di vedere che ai dotti e facondi compilatori della Civiltà Cattolica, sembri tuttora autorevole in ogni sua sentenza la Bolla citata di Bonifacio, e mai da Roma non siasi disdetto in modo riciso cotesto giure eminente del Papa sui governi civili. Perchè sebbene nel secolo andato si smettesse l’uso dil eggere pubblicamente il di della Santa Cena, nella basilica vaticana, la troppo famosa Bolla che piglia nome dalla Cena appunto di nostro Signore, tuttavolta noi ritorniamo a dire che una revocazione formale, piena e per ogni verso compita non è comparsa infino al di d’oggi.

§ V.


Per fermo, a chiunque à fede cattolica, dee sempre tornare cosa provata e innegabile che l’autorità della Chiesa estendesi non pure alle credenze dommatiche ma sì ancora alle dottrine morali che sono quanto quelle materia di fede. Laonde non può vietarsi alla Chiesa un diritto censorio sopra le leggi, gli scritti, le rappresentazioni sceniche, l’insegnamento pubblico, l’educazione e le usanze, per ciò che in esse è scorretto e depravato, e ammonire le anime pie del pericolo di quegli errori e di quella pravità. Solo, per mantenersi concorde alle tradizioni apostoliche e allo spirito di umiltà e mitezza evangelica, la Chiesa vuole che il Clero, condannando pensatamente l’errore ed i traviamenti, lo faccia altresì con modestia verace e mai non esalti se stesso; escusi,