Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/416

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
406 la popolazione [§ 99-100]

tariamente ignorare questa verità, ma ciò non muta nulla ai fatti. In ogni razza nascono elementi di scarto, che debbono essere distrutti dalla selezione. I dolori di quella distruzione sono il riscatto del mantenersi e del perfezionarsi la razza; ed è uno dei tanti casi in cui il bene dell’individuo è in contrasto col bene della specie (II, 30). Certi generi di selezione possono sparire; ma debbono essere sostituiti da altri, se non ha da seguire la decadenza della razza. Ora, ci sono persone che credono che oramai la razza umana può fare a meno della selezione per mezzo della guerra. Possono avere ragione, ma possono anche avere torto. Intanto è certo che della loro credenza non dànno alcuna valida dimostrazione; tale non essendo, per fermo, le declamazioni sui mali delle guerra e sulle sofferenze che procaccia all’uomo.

100. Infine, come già a lungo spiegammo, un altro fatto di sommo momento, che è in relazione col maggior numero dei fatti sociali, e che molti in gran parte determina, si ha nella proporzione di ricchezza, e meglio di capitali, per ogni capo della società; maggiore essendo l’incivilimento, ove maggiore è quella proporzione. Occorre per altro rammentare che siamo costretti di valutarla in moneta e che l’unità monetaria nulla ha di fisso, onde quella proporzione ci è solo nota in modo più o meno grossolanamente approssimato.

I più stimano che, per dare nuove forme alla società, le variazioni della distribuzione della ricchezza operino maggiormente che le variazioni del totale medio di ricchezza per ogni abitante; ma è opinione interamente errata: mentre abbiamo veduto che quelle variazioni sono di poco momento (§ 16), e queste possono essere assai grandi (§ 92).