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Pagina:Manualetto del cinedilettante.djvu/11

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(Continuazione del num. 9)

VI È ANCORA un effetto tecnico che ci conviene imparare subito, poichè può specialmente adoperarsi nelle prese a luce artificiale e talvolta dare risultati che sanno di fantastico.

Grazie a mezzi elementarissimi si può stendere su tutti i contorni del quadro un velo destinato ad attutire i contrasti. Questo velo finisce con l’agire come una sorta di nimbo o di eclissi, che fa quasi scomparire una serie di dettagli superflui o dannosi: ad esempio rughe od altro in un primissimo piano di viso. Il professionista del cinema chiama tale fotografia ‛sfumata’ (flou) ed ottiene il risultato con l’impiego apposito ed intelligente di mezzi ottici ed obbiettivi speciali. Nel caso del dilettantismo sarà più che sufficiente accontentarci di lastre o velatini per sfumato da porre dinnanzi all’obbiettivo o lenti apposite. Grazie a tali mezzi i risultati sono certi. I velatini sono il mezzo maggiormente adoperato per tale effetto: del resto anche nel campo dei professionisti sono largamente usati.

È importante per l’uso del velatino saper discernere fra le diverse stoffe i cui singoli fili si incrociano ad angolo retto e quelle tessute irregolarmente. Le prime ritraggono ogni punto luminoso come una piccola stella, il che talvolta può generare effetti originalissimi; altre stoffe tessute irregolarmente — come ad esempio il crespo georgette
producono invece uno sfumato normale. I sottilissimi fili di garza, cagionando una spezzatura minima nella luce dei singoli raggi riflessi dall’oggetto ripreso, immergono in qualche modo l’intero oggetto in una specie di nimbo lucente. Quanta più luce proiettiamo sull’oggeto, tanto più intenso è l’effetto di lucentezza. In questo modo, mediante il successivo sovrapporsi, l’uno dopo l’altro, di vari di questi veli si può, per così dire, annegare in luce intere scene. I veli però rendono indispensabile un prolungamento nel tempo di esposizione, a seconda della loro densità. Importante è che i veli siano protetti contro la falsa luce, giacchè i singoli fili possono riflettere tale luce sulla pellicola e produrre allora quadri scialbi.

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Fino ad ora abbiamo parlato della ripresa di scene documentarie, dal vero, piccoli ricordi familiari o vedute paesistiche variamente importanti, ma le possibilità del formato ridotto sono talmente grandi che possono condurci — ed in realtà ci conducono — sul terreno più complesso del soggettino realizzato con cura, rispondente ad una finalità determinata, destinato a sviluppare un concetto che ci sta a cuore.


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