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Primo còmpito, in questo caso, deve esser quello di sceneggiare la trama che si vuole realizzare. In caso diverso rischieremmo di raggiungere un costoso disordine nelle riprese dimenticando piccoli dettagli che sono elemento essenziale nel montaggio di un film, nel collegamento fra scena e scena. Solo un pensiero sviluppato bene può far nascere un soggettino e soltanto le scene coordinate da un’idea possono generare un film.
Attaccare insieme a casaccio le riprese, le quali mostrino un determinato evento nelle diverse fasi del suo sviluppo non significa dar vita ad un soggetto. Per contro, con scene prese a caso nel corso delle settimane e contenenti qualunque cosa, si può mettere insieme un film efficacissimo qualora esse vengano subordinate ad una idea ed aggiunte l’una all’altra secondo un ordine ben ponderato.
Il problema della sceneggiatura è essenziale ai fini artistici ed economici del film teatrale; resta essenziale anche nel nostro campo del formato ridotto.
Pensiamo ad un semplice film di animali e scriviamone la sceneggiatura. Essa non nasce in un fiat; ci occorre conoscer bene il terreno nel quale vogliamo filmare; dobbiamo anche aver condotto delle indagini per sapere tutte le possibilità che ci sono offerte dalla posizione nella quale gireremo; le scene vanno preparate; i dettagli vanno in precedenza curati.
Allora soltanto si può cominciare a girare, non secondo l’ordine previsto dalla sceneggiatura, ma secondo le possibilità offerte dalle condizioni ambientali ed atmosferiche al servizio di quella dimostrazione che vogliamo raggiungere. Grave errore sarebbe, anzi, il voler sottostare all’ordine delle scene; dobbiamo pensare che in definitiva il nostro soggettino emergerà di nuovo dal montaggio.
Naturalmente la sceneggiatura per una commedia cinematografica come quella che vediamo in una sala di proiezione è ben diversa da quella elementare, sufficiente per il nostro saggio. Là ogni singola scena è fissata in anticipo con pedante ma necessaria esattezza di particolari e con precisi riferimenti alla messa in iscena, al movimento, alla lunghezza stessa della scena, ai rapporti con la illuminazione, ecc. senza neanche entrare nel complesso problema del parlato e del sonoro.
(Continua al prossimo numero)
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