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Pagina:Manualetto del cinedilettante.djvu/17

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RICORDIAMO che rapidi mutamenti di corte scene, che si succedano l'una all'altra e mostrino inquadrature differenti del medesimo soggetto possono consentire dei crescendi vivacissimi nel ritmo degli avvenimenti. Un'azione lenta, una pressatrice di ghiaia o truppe che avanzano in marcia possono nello spettatore suscitare l'impressionc di un avvenimento svolgentesi in velocità fuor dal comune mediante la semplice messa in fila, con montaggio intelligente, di scene dapprima più lunghe e poi man mano sempre più corte. Ed ecco che la seconda legge fondamentale del montaggio è questa: non il movimento filmato ma bensì la

bontà del taglio determinano il ritmo in un film.

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Prima di accennare alle diverse forme di montaggio è arrivato il momento per parlare un po', sia pure rapidamente, delle didascalie. Le didascalie sono parti del film alla stessa stregua che rappresentano il complemento di ogni singola scena. In assenza del parlato debbono integrare la visione. Siamo d'accordo che il primo effetto di comprensione deve essere dato dalla scena in se stessa ma non sempre è possibile basarsi sulla intuizione o comprensione esatta da parte dello spettatore. La inserzione delle didascalie deve essere fatta con altrettanta cautela perché non debbono essere lunghe né dire ciò che risulta evidente dai quadri che le seguono.

Prendiamo un filmetto di viaggio e vediamo che cosa sarebbe necessario dire per accompagnare lo spettatore nei singoli luoghi che abbiamo girati. La didascalia dovrà avere innanzi tutto un nesso rigido con il corso della vicenda e per quanto è possibile essere sostituita da elementi che risultano dalla scena stessa che si è presa. Se prenderemo dal finestrino del treno la stazione potremo benissimo evitare la didascalia
inquadrando una tabella indicativa della stazione, sì da evitare il ricorso ad un'interruzione della scena per dire che si parte da Pisa o da Venezia o da un posto qualsiasi. Ma ecco che il montaggio potrà anche più aiutarci se intelligentemente faremo seguire la visione della stazione, della tabella che ne indica il nome, da qualche visione caratteristica della città stessa. Se partiremo da Pisa, ad esempio, perché non inserire alcune visioni del Campanile? Se partiremo da Venezia perché non dare subito un quadro di San Marco? Se da Roma, perché non far succedere le prime scene da una rapida visione del Colosseo, di S. Pietro o del Monumento del Vittoriano?

Un buon film dovrebbe a rigore avere poche didascalie: un buon titolo posto all'inizio, riassuntivo ed indicativo delle scene che seguono, potrà evitare la frammentarietà dell'azione per l'inserimento dei titoli.
Mettiamo che noi si giri un film di barche e si riprenda una tempesta che si avvicina. Vogliamo conoscere l'impressione del pericolo in cui le barche si trovano e ricorriamo alle didascalie per mancanza di quadri che rendano bene il senso di un potenziale e vicino naufragio. Ecco che le visioni del mare in tempesta, montate con ritmo sempre più veloce come si è prima detto, potranno sfociare in una didascalia che risulterà elemento essenziale nell'azione stessa:
'Lottiamo con ogni forza contro i marosi!"

Tale didascalia perdentesi in onde sempre più grandi darà già un senso di drammaticità allo spettatore. Ma non basta. Dovremo anche qui studiare un sistema che riesca
a far maggior presa. È semplice. Dopo alcune scene di barche sballottate dalle onde, scene rapide, nervose, noi potremo fare apparire una didascalia molto più grande, che riempia lo schermo in forma quasi ossessionante: due parole sole: SIAMO PERDUTI! Didascalia brevissima; dopo di che una rapida successione di dettagli: quattro o cinque primi piani di ondate, remi che picchiano sull'acqua, prue di imbarcazioni che si sollevano in aria...

Ed ecco che la sensazione del pericolo sarà nello spettatore.

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Enormi sono le possibilità di disporre in un certo ordine le scene di un film così da conferire loro un nesso, un senso, una emotività.
Naturalmente qui si parla dei film più semplici, di quelli cioè che un amatore desidera realizzare per sé e per i suoi.
L'intelligenza del montaggio delle scene è un dono personale e caratteristico; corrisponde al gusto artistico di chi lo compie! Sarebbe un assurdo il voler indicare i sistemi e le possibilità da seguire. Pensiamo quale effetto carino o comico avranno domani dei montaggi di scene che facciano vedere dei bei bimbi con i loro visini avvicinati a coniglietti che annusano, o... delle donne che strillano seguite da galline che starnazzano, degli uomini grassi e botti che rotolano, delle locomotive che buttan fumo da ogni parte insieme ad arrabbiati fumatori di sigaro. Tutti effetti che qualunque amatore può ottenere sol che pensi un momento, nel ritrarre le scene, a dare alle stesse una vivacità, una essenza, un contenuto, una rappresentazione di vita più complessa e non solo e nettamente fotografica e statica!