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Pagina:Manualetto del cinedilettante.djvu/2

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Occorre poi addestrarsi ad usare la macchina in qualunque posizione. È la diversità, infatti, delle ’inquadrature’ a consentire quel dinamismo vivo e simpatico del film che serve a rivelare il senso artistico dell’operatore, ed in pari tempo, a conferire all’oggetto od alla persona quel carattere che si desidera porre in risalto.

È per questo che il piccolo apparecchio da cinedilettante può e deve essere usato Immagine dal testo cartaceobenissimo dal basso; oppure ancora più del basso per mettere in risalto effetti che si ritengano interessanti: Immagine dal testo cartaceo

Egualmente si dica per le riprese da effettuare dall’alto: Immagine dal testo cartaceo

o mentre si cammína.

Una prescrizione essenziale dev’esser fatta a questo punto. Ogni nervosismo, ogni mossa rapida, darebbero luogo ad oscillazioni ed a tremolii tali da annullare l’effetto cinematografico della presa.

Occorre pensar sempre che non ci troviamo con un apparato fotografico destinato a darci un’immagine da conservare od ingrandire e che può in certi casi trarre bellezza e dinamismo da una ripresa effettuata in qualunque maniera, ma abbiamo a disposizione una macchina cinematografica che deve darci un film che giudicheremo solo in proiezione. E ripetiamo, se le immagini che appariranno sullo schermo risulteranno saltellanti, a nulla varrà il senso dell’inquadratura o della nitidezza e bellezza fotografica: cinematograficamente il risultato sarà negativo.

Necessita, quindi, la massima sicurezza e calma nella ripresa; in conseguenza occorre la massima lentezza nei movimenti. Non sarà male che il cine-dilettante, prima di caricare l’apparecchio e sprecare della pellicola costosa, faccia diverse esperienze, faccia — come si suol dire —
la mano al modo con il quale l’apparato dev’essere usato.

Vinta questa prima difficoltà, vediamo di cominciare ad effettuare alcune riprese; non senza, tuttavia, un’ultima e non inutile avvertenza preliminare. Abbiamo già detto l’altra volta che trascureremo nel nostro trattatello le istruzioni puramente meccaniche. Queste infatti, sono distribuite ad ogni acquirente dalla Casa produttrice e vanno osservate e studiate con cura meticolosa. Non possono avere un carattere generale: per quanto il tipo di macchina per dilettante si ispiri ad un concetto basilare unico, i sistemi di caricamento, come di uso, sono rigidamente collegati alle istruzioni, logicamente diverse per ogni tipo di apparato. Occorre quindi che l’acquirente di un apparecchio cinematografico a formato ridotto cominci a rendersi esatto e perfetto conto di quanto è contenuto nelle istruzioni. Come accade per qualsiasi macchina si voglia usare, la prima legge da osservare è quella della conoscenza della parte meccanica; vien dopo l’adozione intelligente ed utilitaria della macchina stessa. Lette, quindi, e comprese le istruzioni (nel caso d’incertezza, allo scopo di evitare inutili prove che potrebbero danneggiare il meccanismo o condurre a spreco di pellicola, sarà bene chiedere ulteriori delucidazioni a tecnici o più semplicemente ancora al magazzino di vendita delle macchine!) si può passare senz’altro all’uso.

Tenendo ben presente che prima legge è quella di eseguire con cauta lentezza tutti i movimenti di macchina, andiamo incontro ad alcune esperienze fra le più semplici e che non richiedono una cura eccessiva nella messa a fuoco od una conoscenza approfondita delle possibilità offerte dal sistema ottico.

Basterà conoscere — a mezzo delle istruzioni ed individuando sulla macchina con esattezza i dispositivi che ci debbono servire per la misurazione delle distanze ed il conseguente miglior possibile uso dell’obbiettivo —quanto occorra per eseguir bene la parte fotografica della ripresa.

Ora bisogna dunque, per prima cosa, allenarsi all’uso della macchina, tenendo presente la duplice condizione:

di consumare la minore quantità possibile di pellicola vergine;

di filmare qualche cosa d’interessante, di caratteristico, che abbia valore per le sue pure forme, spoglie d’ogni accessorio.

L’occhio cinematografico — come del resto quello fotografico — va addestrato. Non si può partire dalla pretesa di raggiungere subito qualche cosa di perfetto: è sufficiente che quanto si ritrae basti per far comprendere i difetti e le possibilità della macchina. Così non occorre che il paesaggio si componga a dovere sullo sfondo, che si realizzi l’unità della visione quale può essere sognata: tutto questo sarà conseguito per gradi.

Si voglia ritrarre un corteo che, provenendo di lontano, si diriga verso di noi.Immagine dal testo cartaceo La macchina da presa, caricata in modo perfetto, a seconda di quanto le istruzioni precisano, è pronta. Un accurato esame attraverso il mirino per cercare la migliore inquadratura, ed essa entra in moto: un secondo, due secondi. Alt! Due secondi sono pochi, e tuttavia sono già bastati per impressionare 25 centimetri di pellicola. Potremmo continuare a ritrarre il corteo; ma convien subito riflettere che il tempo occorrente perchè quello arrivi fino a noi, richiederebbe l’impressione di parecchie e parecchie decine di metri. Dovremmo, in conseguenza, ricaricare la macchina e, quel che più conta, il film nulla avrebbe di caratteristico, giacchè la lenta marcia del corteo finirebbe con lo stancare. Ci siamo, dunque, limitati a ritrarre una breve scena, una inquadratura dell’insieme da lontano.

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