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Pagina:Manualetto del cinedilettante.djvu/6

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Ecco che si sarà riusciti a determinare una scena chiusa, armoniosa, entro laquale potrà accadere quanto si desideri.

Ma perchè, a pensarci bene, non siamo ancora del tutto soddisfatti? Cosa manca ancora alla vera compiutezza? C’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, eppure l’intera scena ’non vive’ a sufficienza. Immagine dal testo cartaceoCe ne rendiamo subito conto osservando l’illuminazione del paesaggio che stiamo per ritrarre. Anche essa ha la sua parte, e molto importante, nel determinare i piani, nel dare un movimento intimo alla scena.

Il sole, una luce potentemente diffusa non bastano: occorre che l’uno o l’altra conferiscano a quanto stiamo per riprendere un carattere speciale, diano giuochi di ombre, consentano un’espressione che può derivare solo dai contrasti. Senza di questo tutto sarebbe grigio, morto, privo di quella vita che vogliamo imprimere al quadro!

Abbiamo così visto comporsi gradualmente il paesaggio; abbiamo visto come lo spostamento della nostra persona da un punto all’altro, la ricerca di un motivo; l’inserzione di elementi estranei, la
diversità dei piani data dagli oggetti o esseri disposti nel paesaggio stesso consentano in definitiva di raggiungere ’la vita’.

Non è certo una legge assiomatica quella che si vuole enunciare; non certo le saremo obbligati ogni qualvolta desideriamo che la manovella entri in azione. È un esempio che si è dato: esso vale solo come suggestione. Tutto può servire da surrogato se sapremo bene impiegarlo: dal cielo, se sarà ravvivato da belle nuvole fuggenti, ad un passaggio rapido da luci forti a luci tenui, tutto può acquistare sapore e valore.

Possiamo ugualmente studiare l’intera composizione del quadro paesistico prendendo come base la distribuzione della luce: primo piano scuro, piano di mezzo chiaro, sfondo nuovamente scuro... Anche a questo modo, attraverso la sensazione della profondità, riesciremo a dare efficacia alla struttura paesistica.

Poniamo si sia preso come sfondo il cielo; questo può efficacemente servire se adoperato come chiara e lucente parete dinnanzi alla quale si svolgono, nel piano di mezzo, gli avvenimenti, mentre il vuoto primo piano, in benevola oscura neutralità, ha solo il còmpito di sorreggere il senso della profondità e dello spazio del quadro.