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DUE ELEMENTI essenziali hanno contribuito in modo decisivo alle fortune del cinedilettantismo: la soppressione della manovella nella macchina da presa, la molla per la messa in movimento. Eliminato, in questo modo, il treppiede, tutte le altre possibilità dovute alla ricerca ed alla inventività tecnica dei cineamatori hanno data e perfezionata nell’apparecchio la possibilità del movimento. Ad esempio i sistemi elementari di carrelli a buon mercato — ma che si sono dimostrati praticissimi per la cinematografia a passo ridotto, e di cui si è parlato nel n. 3 di Cinema — ne sono prova evidente. Dall’assenza, però, del treppiede e dalla grande facilità nell’uso deriva la possibilità di tutta una serie di errori: primo tra i quali quello di non tenere ben diritta la macchina nella ripresa, sempre quando non si voglia appositamente realizzare una veduta di scorcio per finalità artistiche
o quando si voglia accrescere l’efficacia di una scena: ad esempio, in una ripresa di sciatori. Lasciamo che una fanciulla, davanti ad un apparecchio tenuto leggermente
obliquo su di un lato, venga giù scivolando per un pendio e in proiezione ne verrà fuori il volo di una audacissima sciatrice. Naturalmente occorre, in tal caso, stare attenti che lo sfondo non giuochi qualche brutto tiro, che non faccia scorgere la volontaria
deformazione che si è fatta degli aspetti della natura: basterà avvicinarsi il più possibile e girare fra pendii nevosi sui quali crescano cespugli od alberi, per ottenere l’effetto desiderato.
Ma, tornando al punto di partenza, prima regola sulla quale non sarà mai superfluo insistere: durante la ripresa, la macchina deve essere tenuta con assoluta fermezza. Anche quando movimenti debbono essere realizzati, occorre compierli con garbo ed in modo che l’apparato non abbia scosse.
Con la macchina a mano si può benissimo fare una panoramica: cioè il movimento attorno ad un determinato punto fisso per rendere progres-| 277 |