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Pagina:MarinellaDellaNobiltàEtDell'EccellenzaDelleDonneEt.djvu/15

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8 Della Nobiltà,

Laqual chiamò la Vergine Marfisa.

Et il Trissino parlando di Sofia pur Vergine, la chiamò mille volte donna nel lib. 3 dell'Italia liberata; et Torquato Tasso mentre ragiona della Vergine Soffronia, la chiama altera donna: & di Clorinda, che guerreggiava con Tancredi dice nel canto 13. stan. 53

La fortissima donna non diè crollo.

Et nella stanza 66.

Paß(ss)a la bella donna, e par che dorma.

E così d'Erminia. & il Cavaliere Guarino nel suo Pastor fido introducendo Mirtillo à lamentarsi di Amarilli dice.

La mia donna crudel più dell'Inferno.

Et parlando di Dorinda.

Già che di donna in lupo ti trasformi.

Et in altri infiniti luoghi. fra Prosatori, non ci è il Boccaccio nelle Novelle, nel Laberinto, nella amorosa Fiammeta, & in ogni libro? Ma à che mi affatico io in provar quello, che ad ogn'vno è noto, & palese? nè punto è contraria à questa opinione quella rima del Petrarca, ove dice.

La bella giovinetta, c'hora è donna.

Percioche il Petrarca hebbe riguardo à l'età, & non à l'esser Vergine; perche nella età di trenta anni, ò quaranta non si dirà giovinetta: ma donna, & questo si conosce apertamente dalle rime antecedenti, ove egli cosi scrive.

 Onde s'io veggio in giovinil figura
Incominciarsi il mondo à vestir d'herba
Parmi vedere in quella etade acerba


La