Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/102

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Luca

a Walter:

Finiscila, Walter!

Walter

Ho dato al polacco un pantalone in cambio di tre pacchetti di sigarette! E si lamenta. Voleva anche questo anellino... Non posso darglielo, è un ricordo... Dice che io distribuisco male il caffè... Io invece gliene dò sempre una razione doppia. Per Iddio! Ho ragione io! Dimentica in giro i suoi denari. Tutti lo derubano e lo beffano. Gli ritrovo i suoi denari ed egli se la piglia con me! E’ un cretino.

Luca

Non è cretino. Ha dei momenti di pazzia. Il terrore dei bombardamenti gli ha sfasciato il cranio! Ha il cervello pieno di buchi. Guardalo. (Mostra un prigioniero che accovacciato in un cantone e tutto assorto culla dolcemente fra le sue braccia vuote il suo bambino lontano.) Ora ride pensando al suo bambino lontano probabilmente morto e riconta i suoi quattrini con le mani di un avaro. A un tratto pluf sparisce in uno dei buchi del suo cervello. Addio, memoria. Semina in giro tutto il suo tesoro e se ne va come un pazzo. Walter, lascialo in pace... Via! Lascialo in pace!

Walter

con smorfie sdegnose ed effeminate:

Figu...rati!... (Si arrampica sulle pietre e si sporge fra i merli) Quante banche sul mare! Baia è tutta illuminata. Si divertono, laggiù.

Luca

Macché! Si annoiano anch’essi, guardano altrove e sognano come noi una vita nelle Stelle... Le stelle sono certa-


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