Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/117

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Il sergente Barbalonga

giunge trafelato con due soldati armati, baionette in canna:

Largo! Fate largo! Per Dio! Silenzio! Un po’ di luce!

Si riaccendono le candele portate dai prigionieri che si affollano intorno al sergente chino su Walter. Subito scoppia una risata fragorosa. Il sergente si rialza deluso e feroce.

Ho capito. Va bene. Domani vi schiaffo tutti dentro. Silenzio! Per Iddio! E spegnete i lumi!

Si spengono i lumi.

Luca

a bassa voce a Walter:

Io non ho sonno. Voglio anzi vegliare, per scoprire la canaglia che ci deruba la notte.

1° Prigioniero

Sono tutti ladri, qui dentro! (Silenzio) Non riuscirai a star desto! A una certa ora, piomba sempre su di noi un sonno invincibile! Un sonno di caucciù nero!... Un sonno viscido di otri gonfi d’acqua in fondo alla stiva d’un veliero africano nella notte di pece atroce sul mare tropicale!... Un sonno che pompa la vita!... Si vorrebbe sfuggire alle sue ventose, ma non è possibile!... Se con uno sforzo tremendo tu riesci a staccarle dalla nuca ecco il sonno fa crollare su di te i suoi grattacieli neri! (Silenzio) Valanghe reti immensi eserciti di numeri aggressivi ti precipitano sulla testa! (Pausa) Io penso che le esalazioni della cloaca ci sconvolgono il cervello!

Luca

Walter, spiegami questo enigma. So che di notte Rosina è chiusa a doppia chiave, eppure quando mi sveglio sento sempre il suo profumo speciale!

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