Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/119

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sul petto di questo e, col busto irrigidito, con la testa sempre coperta dalia mantiglia nera, implora con voce di donna anziana, angosciata, rotta dai singhiozzi.

Figlio mio, carne mia, sangue mio, torna dalla tua mamma che non può più vivere senza di te! Grida ai nemici di risparmiarti alla tua mamma! Grida che piuttosto uccidano me! Se tu muori io pure muoio, lo sai!... Sono vecchia, e quest’inverno la tosse mi ha tolto le ultime forze...

Lungo silenzio con russare intermittente. Rosina si avvicina a Luca, supino presso la ribalta. Gli si corica sopra, bocconi, e gli parla sulla bocca, con voce di donna appassionata:

Sono sola questa notte, e ti penso e ti chiamo, con tutto il cuore, con tutto il sangue! Tutti i nostri giorni felici mi passano nella mente. Mi pare che non godremo più giorni cosi belli. Ma io ti adoro e non domando più grandi cose al destino! Penso con terrore alla tua vita. Prego Dio di conservartela. Abbi fede nella tua piccola Maria, te ne scongiuro! Vivo chiusa in casa, senza vedere nessuno! Certo, una donna sola è spesso insidiata dai soliti bellimbusti in cerca di avventure. Io non sono come 1e altre donne. Ti penso sempre e mi nutro con ricordi di te, di noi, dei nostri baci. Torna presto, o piuttosto vinci presto i nostri nemici! e torna fra le braccia della tua Maria!

Rosina si stacca da Luca e scivola via nel fondo buio della camerata.

Luca

sussulta e strilla:

L’orologio, l’orologio! Ho sentito rubarmi l’orologio. (Trambusto generale, vocio).

Walter

fingendo di svegliarsi allora:

Che succede? E’ ancora buio, dev’essere molto presto.

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