Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/122

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Quinta sintesi

La piccola camera da letto del guardiano. Soffitto basso. Nel centro, il letto matrimoniale. Ai piedi del letto, una cassapanca. A destra del letto un’altra credenza che porta una madonna di legno dorato e relativo lumicino ad olio acceso. A sinistra del letto, incastrata nel muro, una tavola verniciata di bianco, su cui sono appese, allineate, una cinquantina di grosse chiavi nere. Vicino alla tavola delle chiavi, la porta. La stanza è illuminata dal vacillante lumino ad olio. S’intravede Rosina con la faccia mezza coperta da una benda bianca macchiata di sangue. Striscia lungo il muro dal fondo, lo palpa, lo batte con le nocche come fanno i prigionieri per cor municare fra loro. Di tanto in tanto si ferma, per origliare.

Il guardiano

entrando curvo con mosse d’agguato, feroce e vendicatore:

Cosa facevi?

Rosina

Nulla! Davo la caccia ai ragni. Ne ho uccisi due enormi, con relative tele e mosche prigioniere.


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