Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/155

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Lucia

Perché parli cosí?

Eugenia

Sí, sí, io odio il suo sonno. Odio queste sue fughe in un mondo che ignoro, dove certo mi dimentica e forse mi tradisce. (Silenzio) Sono gelosa del suo sonno. Gelosa! (Silenzio) Sento che il suo sonno contiene tutto ciò che ha sacrificato per me!...

Lucia

Eugenia, calmati, calmati! E subito, subito torna giú. Se Mario si svegliasse non comprenderebbe, capisci, non comprenderebbe!... Va, va. (Eugenia esce dalla porta-finestra, affrettando il passo per non essere vista da Giovanni che entra dalla porta di sinistra.)

Giovanni

Bisogna rinforzare la base.

Lucia

Le sbarre nuove arriveranno da Catania stasera. Le porteranno domani. Fa caldo qui dentro.

Giovanni

Non aprire. E’ festa. Passano spiano e mandano maledizioni alla macchina. Vieni, tentiamo. (Si avvicinano alla macchina e rimangono curvi negli sforzi reiterati di far girare una manovella.) La manovella è dura, ma il magnete deve funzionare bene.

Si sente in lontananza una voce di donna dolce e sensuale. Subito dopo il catenaccio della porta-finestra sussulta, si muove da sé magicamente si apre lasciando passare

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