Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/162

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Terza sintesi

LA GRANDE GARA DEL FUOCO


La via Etnea vista d’infilata con tutti i suoi balconi rigurgitanti di drappi rossi uomini donne bambini lampade. In primo piano due palchi pavesati; il palco del poeta Serena e il palco della Giuria.

Dietro, un secondo palco armato di geometrie pirotecniche: il palco di Porpora. In fondo domina il Vulcano fumante. Ultime ore drammatiche di un tramonto d’estate straricco d’oro lirico con vampe epiche, nuvoloni forati a guisa di proiettori e nuvolette veloci come aeroplani in un azzurro mitologico. Vocio confuso della folla che ingrossa commentando i grandi avvisi murali e quelli portati a spalla, che annunciano: Grande gara tra l’Etna, il pirotecnico Porpora, il poeta Serena e la luna! Premio di un milione di lire offerto dal signor Mario Brancaccio!

Amleto Poveruomo

facendosi largo nella folla:

Sì, parlerò! E’ ora di parlare!


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