Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/175

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Giovanni

Certamente, e anche io, ma occorre dividere i pazzi e non mescolar pazzie. È un minimo di rispetto che dobbiamo alla logica.

Lucia

Alberto è stato uno dei più gloriosi pazzi della guerra. (La parete di fondo del Vulcano riverbera violentemente fiammate) È stato un furente amante del pericolo, si è inebriato di ferite sotto i bombardamenti. Disgraziatamente ora la politica perfida, le lotte brutali di piazza, le prostitute, la cocaina, un’ambizione sfrenata, l’incapacità di sviluppare il suo ingegno di scrittore, un sangue selvaggio, tutti i desideri, tutte le sensualità, tutte le vanità, tutte le fruste di questi nostri tempi veloci senza requie e gonfi di effimero!... (Silenzio) Ha però un’anima generosa. Molto simpatica.

Giovanni

Sta bene. Ma qui non è il suo posto.

Eugenia

Anzi il Vulcano mi sembra il suo luogo natio. Siete molto gelosi del vostro Vulcano, Massadra?

Giovanni

Sí, poiché un Vulcano è un vulcano, cioè nulla di letterario né di sentimentale né di politico. È il mio secondo laboratorio dove ci sforziamo di risolvere problemi che angosciano l’umanità. Si tratta di salvare delle popolazioni dai capricci tremendi della natura. Si tratta di scoprire la legge dei terremoti e dei maremoti e forse il segreto dell’equilibrio terrestre. Come volete che tutto ciò possa interessare i poeti!

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