Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/198

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Serena

compare sulla soglia della casa:

Uff! Questi colonnelli in ispezione... (Va a sprangare la porticina di destra) Si fidano perfettamente di me, ma vogliono guadagnarsi delle medaglie ispezionando, gli avamposti, quando il nemico non spara. (Voltandosi verso l’interno della casetta) Cutrone, chiudi il sacco a pelo! I negri attaccano. Dammi il fucile. Metti accanto alla feritoia una cassetta di cartucce. Presto, tartaruga! Vuoi che ti prenda a pedate nel sedere? (Cambiando voce per simulare quella dell’attendente) Signor tenente, sono qui! Sono qui! Le cartucce, il fucile, tutto è pronto! Vengo anch’io alla feritoia di sinistra. (Riprendendo la sua voce normale) Accidenti! Ci tirano coi montagna! (Imita vocalmente il rumore tipico dei cannoni da montagna) Agg-tum, agg-tum, agg-tum. (Origlia al muretto di destra) È lei! Non mi sbaglio! Il suo passo nelle foglie. Sei tu? (Corre alla porticina di destra) Sei tu? Lucia! Luciiia! (Apre la porticina; fra i battenti si vede una lista perpendicolare di lava d’oro vermiglio) Dio! Come sei bella in questa tua nuova veste d’oro caldo. Vieni! Entra. Entra. Entra presto. (Entra Eugenia in una veste di lava ardente formata di piccole lastre di mica rossa e lampadine elettriche) Lucia? No! Eugenia! Lucia, fuse insieme per formare la statua della gloria! O la statua della morte! Dammi, dammi, dammi un bacio! (Eugenia avanza, fa due passi lenti, si ferma ritta immobile) Come bai fatto ad attraversare le linee delle truppe negre? Tu sanguini! Sei ferita? Dove? Al fianco? Cutrone, Cutrone, presto il pacchetto di medicazione. Corichiamola qui! Non vuoi? Perché taci? Come sei bella! Hai finalmente la veste di fuoco che sognavi! Scotti? Vuoi bere? (Eugenia rimane muta, Serena riprende con voce femminile) Grazie, Alberto! Come sei buono! (Con voce normale) Hai traversato l’inferno per venire da me. (Con voce femminile) Sono passata dal nostro noccioleto tutto penombre estatiche, brividi di foglie, passi verdi di luna... Le truppe negre non l’hanno ancora occupato. (Eugenia con passo d’auto-


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