Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/217

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Savardelli

tra sé:

Non credo. (Ad alta voce) Qui, qui, un po’ di quel maialetto al forno. (Al terzo cameriere) Il banchiere francese tenterà una suprema difesa, ma il profumo di quel piatto rapirà il suo palato e mangerà... fino a crepare. (A Dorville) le crois que votre Excellence ne peut resister à ce nouveau plaisir!... Plaisir unique au monde! (Al terzo cameriere) Presto colpitemi quel cofano di note musicali che guadagna centomila pesos per sera! Con questi tartufi! Non canterà più! (Stizzito, strappa il piatto al cameriere) Non sapete fare. Li colerò a picco! (A Dorville) Patate Colonna? (A Wull) Una pernice escabeche? (Al comandante Palumbo) Il nostro capocuoco merita un premio. La vittoria è sua. Sono tutti fuori combattimento. Wull non si muove più. Ha mangiato come l’Oceano. Guardi. Tenta di alzarsi. Non può. I suoi gomiti fanno leva sui bracciuoli della poltroncina. Inutile, non si alza.

Wull

balbetta:

Si soffoca... Manca l’aria. Ho mangiato troppo... Ho gli occhi annebbiati.

Palumbo

pensieroso a Savardelli:

La signora Roule mangia poco. (Silenzio) Savardelli Pochissimo... (Un lungo silenzio) Non parla con nessuno. E’ gentile, ma riservatissima. Debbo confessarlo, non oso parlarle.

Palumbo

Siete anche voi innamorato?

Gilberti saluta ed esce.

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