Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/241

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S.A. Simonetta

L’angoscia della sua voce prova che la vita altro non è che un’attesa dolorosa!

Gilberti

No! La vita è una conquista e spesso una magnifica presa di possesso! Guardi questo trionfo dell’uomo! La strapotenza dell’Oceano è vinta! Quasi tutti i porti del mondo sono divenuti troppo piccoli per la maestà di questa nave, sintesi perfetta di una razza! Vi sembro ingenuo? Certo la mia sensibilità che non è stata sciupata dalla ricchezza può godere le bellezze dell’universo. Quella fuga di saloni sontuosi mi dà il senso di stabilità di un palazzo radicato nella terra. Possiamo dire di viaggiare in balcone... l’alto balcone di una reggia che domina gli orizzonti. Mi sono regalato poco fa la gioia di tuffare il mio corpo nella schiuma dell’Oceano, a trecento miglia dalla costa. Ho potuto nella vasca violare la selvaggeria antisociale e antiumana delle acque primordiali che certo volevano rimanere ad ogni costo sole ribelli intatte. Sono entrato nelia loro intimità. Quando fa meno caldo e si mangia di buon appetito nel salone da pranzo, l’Oceano coi suoi pericoli leggendari appare ridotto a un dettaglio azzurro di fondale di palcoscenico. Abbiamo finalmente vinto l’acre dolore delle distanze su questa terra rimpicciolita e posseduta dalle nostre velocità.

S.A. Simonetta

Non di meno la disperazione in agguato aspetta un’intelligenza come la vostra che rifiuta ostinatamente Dio.

Gilberti

non vincendo più la sua commozione:

No! No! Non rifiuto Dio, se Dio è in voi! Credo siete voi che divinizzate quest’ora e date al mio spirito una potenza

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