Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/246

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polsi di Sua Altezza Simonetta e quasi delirando) Ah! Ah! Ormai sono sicuro della vostra menzogna! Vi burlate di me!

S.A. Simonetta

svincolandosi e riprendendo la sua rigidità:

Non menzogna. Verità. (Un lungo silenzio) All’alba il mio corpo era il lurido cencio del bordello. Ma l’anima mia liberata da ogni peso terrestre si innalzava a volo nella luce dell’aurora che mi spalancava le braccia stesse di Dio.

A queste parole Gilberti cade in ginocchio e in preda a delirio bacia i piedi di Sua Altezza Simonetta, ma i singhiozzi lo lacerano ed egli si abbandona sull’impiantito piangendo disperatamente.

Maccaluso

accorrendo per rialzare Gilberti:

Cos’ha, signor tenente? E’ scivolato? Si è fatto male?

Gilberti

rialzandosi:

Grazie! Nulla, nulla!... Un semplice capogiro. (Riprendendo la sua rigidità militare) Altezza, i miei ossequi.

Si allontana.

Sua Altezza Simonetta rimane rigida, gli occhi verso la prua.

Sipario


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