Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/262

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Dorville

seduto nell’ombra:

Penso che nel Cattolicesimo vi sono verità assolute e verità relative. Queste sono dettate soltanto dalle necessità governative della Chiesa. Considererà verità relativa quella della dannazione eterna dei suicidi! Verità che l’infinita e divina saggezza di Dio annullerà misericordiosamente nel giorno del Giudizio Universale... (Un lungo silenzio) Quale peccato ha mai commesso il povero Gilberti? Fu invaso dalla bellezza del cielo che splende sul viso di Sua Altezza e volle morire per meglio godere quel cielo.

Palumbo

No! No! Io lo condanno. Gilberti ebbe paura! Non si deve avere paura. Fuggì, fuggì vilmente il dolore, il solito dolore di non poter possedere una bella donna.

Dorville

Voi semplificate ma non risolvete il problema. Ed è un problema complesso. Ogni immagine di bellezza assoluta ci proietta violentemente fuori nella vita. (Un lungo silenzio) Io non ho mai amato! Per vivere bisogna essere capaci di amare e trovare una donna che dia sapore e colore alla vita. Non ebbi questa fortuna. Forse perché sono troppo femminile, e troppo cerebrale insieme... Ho profuso la mia tenerezza nell’amicizia di un uomo geniale che inaspettatamente mi divenne nemico. Questo tentativo del mio cuore mi lasciò deluso. D’altra parte, favorito dal destino in mille modi, senza preoccupazioni finanziarie, dopo aver raggiunto una notorietà letteraria invidiabile, oggi io mi sento in realtà il più povero dei poveri che cuociono al sole le loro piaghe sulla soglia polverosa delle cattedrali. Gli affari vittoriosi mi tediano. Temo le feste parigine come una pioggia autunnale. Una tristezza atroce assale il mio cuore ogni mattina fino a soffo-


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