Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/367

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Il consigliere notturno

Volevo dargli dei consigli sul modo di usare le minorenni... Peccato. (Lungo silenzio) Sono una bottiglia polverosa che spera di evadere dalla cantina. Se non mi stappano scoppio. Ma chi si degnerà di stapparmi? Quanta ebrietà avrei creata nei cervelli se avessi potuto. Però io utilizzo tutto il mio tempo. Mi concentro e m’intensifico. Tanto più che potere equivale a non potere. Se non ho potuto vuol dire che non ho voluto. Il mio potenziale equivale a ciò che avrei fatto. I cosidetti realizzatori o uomini di azione mi chiamano anfibio critico foca. Sono stato coro greco sibilla e avvocato penalista nelle mie vite precedenti. Ah! Se le circostanze mi fossero state favorevoli! (All’Ingenua che avanzai con passo di danza) Perché lei viene a ballare davanti ai miei occhi come una cambiale? (Un silenzio) Devo però riconoscere che lei danza bene. Mi vorrebbe rivelare il nome di questa danza?

L’ingenua

Disprezzo il charleston. E’ poco divertente mettersi al balcone sul petto dell’amico per trasformare i propri piedi nei mestoli d’un brodo di passi perduti. Amo l’esitation, la tua danza preferita! Via! Finisci di esitare. Viene a danzare con me, ma fuori del buco una buona volta se vuoi entrarci, una buona volta!

Il consigliere

Accetto di ballare con lei l’esitation a condizione che mi prenda forse un giorno per suo consigliere intimo.

L’ingenua

Per carità! Vivo e mi difendo senza protettori! Tanto più che tu ti offri a me come protettore ipotetico condizionale e dirò cosi astratto. Oibò!

Sipario

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