Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/406

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Sesta sintesi

Fuori sipario.

Il bibliofilo

esce a ritroso, fregandosi gli occhi colla mano destra, mentre la sinistra tremante regge male il libro. Percorre la ribalta da sinistra a destra, sempre a ritroso:

Che terrore! Inferno di caratteri diabolici! Carta satanica! Simultanina nuda mi ha chiamato erotomane cartofago! Bel vezzeggiativo per un fidanzato! La carta è la pelle sensibile del libro raro! La pelle è la carta pensante del libro d’amore. Mi smarrisco in fantasie pericolose... Certo la mangerei... Questo libro ha un odore ohe rammenta il profumo di Simultanina... nell’odorarlo mi assorbo. Devo per questo camminare a ritroso per evitare fanali e automobili. Temo di rompere gli occhiali. La mia schiena invece non teme nulla, ora così a ritroso, rientro nel caro Passato. Ecco l’anticamera: sono nel settecento. Elegantissima!... Ora, sono nel trecento, ricca s|la da pranzo. Giungo finalmente nel Castello dell’anno mille. Quanti libri! E quante belle carte vergini di Castellane sognanti! (Esce)


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