Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/417

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L’arruffatore

mellifluo e scodinzolante:

Le hanno parlato di me? No?... Io credo di si... Le avranno detto che ho... corretto una cambiale... Cioè, mi spiego: ho imitato ala perfezione la firma del mio più caro amico.

Simultanina

Plagiario!

L’arruffatore

Cosa vuole? La mia firma è un originale senza valore. D’altra parte ho copiato la firma del mio amico per affetto. Soltanto per affetto! L’opinione pubblica non ha apprezzato i miei caldi sentimenti... Ciò non di meno sono stato assolto. Il giudice è stato buono. Che giudice simpatico. Si chiama Umano, e pensa che onore, onestà, e amor patrio sono caserme crudeli. Uscirne uccidendo rubando o contaminandosi per entrare nel carcere o nel disprezzo generale sono secondo lui peccatucci, scappatelle perdonabili. E’ una nuova morale che va imponendosi: oggi, infatti, trafugare i segreti del nemico o ucciderlo in guerra, godere la donna altrui non sono forse titoli di gloria?

Tutto ciò è ancora molto confuso. Chi può verificare limitare le diverse categorie di morale semimorale immoralità. Invidio la sua precisa contabilità morale, Signorina!

Simultanina

sognante:

Sono belle le caserme bianche della fedeltà dell’onore e dell’amor patrio.

L’arruffatore

Povera recluta!

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