Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/485

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Il seduttore di treni

scivolando fuori dai diversi gruppi eccitati da lui, e nei quali scoppiano successivamente discussioni e risse:

Ho acceso un altro razzo. (Ad alta voce) La colpa è di Rara, si, è di Rara. E’ lei che ha fatto succedere questo pandemonio per nascondere i suoi amori con... con Turbante! Rara, Rara! (Chiamando Rara che è presa in un vortice di signorine discutendo e rissando) Venga qua, che le dirò il mio parere. (Si siede sbuffando)

La normalissima

a Imprecisi e a Sottili:

Posso sedermi? Uff! Quanti villani! Non sanno discutere. Mi hanno sfasciato il cappello... Lei, lei, mi presti il suo specchio. (Al seduttore di treni che si precipita ossequiosamente ai suoi piedi presentandole lo specchio) Grazie, si, cosi! Veramente non capisco cosa trovano di raro in quella posatrice! In cinematografia non riuscirebbe. Io, a dire il vero, sono tagliata per lo schermo. A Piacenza i miei di casa mi proibivano di andare al cinema. Puribonda, una mattina ho messo dell’inchiostro nel cioccolatte di papà, mammà e fratellino. Uno scandalo!... Sono scappata. Incolparono il cuoco!

Prima signorina

Che succede? Dove è andata Rara?

Seconda signorina

Corre laggiù dietro le cabine. E’ pazza. Insulta tutti.

Escono

Una cocotte

entra con calma, si siede e rimane composta con alcune lievissime smorfie di sdegno sul viso imbellettatissimo.

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