Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/521

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Vasto

entrando seguito da Alata, Slancio, Altaluce e dai maggiori capi spaziali:

Spaziali, ognuno di voi avendo digià molto discusso con se stesso la discussione decisiva che incomincia ora sarà brevissima. Sono lieto di potervi oggi precisare il nostro programma. Noi, uomini ingigantiti, esigiamo una patria ingigantita. La penisola sarà aumentata, in ogni punta del suo orlo, di 200 chilometri in cemento armato e ferro che copriranno il mare riempito coi pezzi delle montagne rase al suolo. Ogni città marina avrà così il suo duplicato con porto, moli, idroscali, strade, palazzi più grandi e perfezionati. Appena la nuova città sarà terminata, la vecchia sarà distrutta. Ormai possediamo le formule chimiche per l’ingrandimento anatomico della razza. Pochi gesti e poche parole ci basteranno per dominare i rappresentanti degli altri popoli nelle assemblee. La nostra statura fisica ci darà ogni possibile privilegio nei trattati sui piccoli uomini che continuano a formicolare nel buio delle cattedrali.

I capi spaziali

Sintesi, sintesi!

Vasto


Abbiamo creato questo modello di città. E’ purtroppo imperfetta. Prima di iniziare la costruzione delle cento nuove città aeromarine, occorre decidere quali saranno i loro perfezionamenti. Anzitutto, rispondetemi, le prospettive realizzate sono o non sono riuscite?

Ballamar

gridando:

Nooo! Nooo! Non sono riuscite! Siamo sempre dominati, schiacciati, dalla maledetta linea del bellissimo mare. Gloria al bizzarro! Gloria all’inatteso! Abbasso la linea retta! E’ la


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