Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/545

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Furr

Difendo Vasto e i suoi compagni! In cambio della loro vita offro la ricostruzione della vostra amata città. Noi Velocisti rifaremo tutto. Incominceremo dai vecchi forti veneziani coi relativi spalti erbosi impregnati del loro umido fascino eroico, disperato e dolente. Al di là delle lagune cureremo anche i dettagli della campagna. I letti dei torrenti in secca saranno da noi rimessi-pardon, stavo per dire a nuovo!-... saranno rimessi a vecchio col loro pietrame che tragicamente ricorda e aspetta l’acqua. Sopra la vostra Santa Venezia io mi propongo di far soffiare dai miei vetrai velocisti in cima ai loro tubi un verdissimo cielo crepuscolare sferico in vetro di Murano; perché le gondole colorate dei bei tempi con lunghi strascichi galleggianti di sete, amoerri, velluti, broccati azzurri si arricchiscano di riflessi verdi. Parlo delle gondole tradizionali, degnamente tarlate da noi... coll’ormai brevettato tarlatore meccanico.

Mollazzon

Programma magnifico. Che ne dite, Lord Antiquity? Ma dimenticavo di nominare il Pubblico Ministero... Voi, Sudiciani, volete fungere?

Sudiciani

Servitor suo! Mi sia concesso di domandare subito come potranno i Velocisti ricostruire i divini rumori misteriosi della laguna.

Furr

Il nostro maestro rumorista ha da tempo studiato la questione. Possiamo realizzare lo sciacquio flebile delle lagune con una sinfonia di porcili grugnenti, alcune rabbie catarrose di leoni e molti buchi di grotte di Capri.


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