Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/569

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


sposare la mia locomotiva. Conosco bene la forza serrata inesorabile del metallo. Essa cammina cammina verso l’infinità. Ma è ancora lontana dalla carne verde e dalla carne rosea. La forza vegetale e animale tutta pori aperti, labbra resinose, palpebre carezzevoli ama e odia il metallo. Vorrebbero fondersi queste due forze! Bisogna aiutarle. Ma io non mi posso prestare a questo coito spaventoso! Ad ogni modo, tengo a dichiararlo, la mia locomotiva non è stata catturata dal passato! E’ semplicemente annoiatissima.

Mollazzon

agli operai Mollenti che seguono con trepidazione paurosa due autocarri sfasciati su cui sono stesi Furr, Vasto e Alata incatenati con rami ritorti:

Li avete bene incatenati?


Un operaio mollente

Non tentano di liberarsi. E sono immobili, tutti assorti in un loro pensiero. E questi sono gli ultimi due autocarri del mondo!


Mollazzon

A che pensano Furr Vasto e Alata? Quel loro pensiero, secondo le ultime scoperte scientifiche, contiene una velocità compressa di almeno un miliardo di elettroni. Avanti! Sollevateli. Qui, su questi tre rottami di case che serviranno da piedestallo. Ecco ritte finalmente le statue dello Spazio e del Tempo incantenati... Venite via. Evitiamo la loro maledizione. Ma questa non è nebbia, è cenere che piove.


568