Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/201

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ALLEGORIA

La Favola di Psiche rappresenta lo stato dell’uomo. La Cittá dove nasce, dinota il Mondo. Il Re e la Reina che la generano, significano Iddio e la Materia. Questi hanno tre figliuole, cioè la Carne, la Libertá deU’arbitrio, e l’Anima; la qual non per altro si fínge piú giovane, se non perché vi s’infonde dentro dopo l’or- ganizamento del corpo. Descrivesi anche piú bella, perciò ch’è piú nobile della Carne, e superiore alla Libertá. Per Venere che le porta invidia, s’intende la Libidine. Costei le manda Cupidine, cioè la Cupiditá, la quale ama essa Anima, e si congiunge a lei, persuadendole a non voler mirar la sua faccia, cioè a non volere attenersi ai diletti della Concupiscenza, né consentire agl’incitamenti delle Sorelle, Carne e Libertá. Ma ella a loro instigazione entra in curiositá di vederlo, e discopre la lucerna nascosta, cioè a dire palesa la fiamma del disiderio celata nel petto. La Lucerna, che sfavillando cuoce Amore, dimostra l’ardore della Concupiscibile, che lascia sempre stampata nella carne la macchia del peccato. Psiche agitata dalla Fortuna per diversi pericoli, e dopo molte fatiche e persecuzioni copulata ad Amore, è tipo della istessa Anima, che per mezo di molti travagli arriva finalmente al godimento perfetto.