Pagina:Martinetti - Saggi e discorsi, 1926.djvu/155

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sione interiore dell’anima umana, che ha nella sua esistenza temporale dei giorni, in cui è trascinata dai suoi interessi e dalle cure mondane e in altri giorni mette da parte tutte queste cose, si raccoglie in se e liberata dalle cose finite ed inferiori vive con sè e la sua vera essenza, egli descrive anche, senza volerlo, la scissione intima della sua filosofia.

Che Hegel abbia non solò compreso, ma anche sentito profondamente il fatto religioso, dopo quanto si è detto non ci deve far meraviglia. Anch’egli è in certi momenti, veramente ebbro del divino. L’unità dello spirito strappa a lui gli stessi accenti di venerazione religiosa che hanno i mistici, per il loro Dio. L’Assoluto è la sola realtà vera, la sorgente infinita da cui tutto esce ed in cui tutto rientra ed è conservato in eterno. Di fronte all’Uno nulla conserva una sostanzialità vera: tutto è apparenza. Le forme finite sono soltanto una specie di apparenza che lo spirito pone in sè come un limite per superarlo e conquistare la sua piena rivelazione a sè stesso, che è anche la sua libertà. Quindi il finito veramente non è: è solo un trapasso, un andare oltre se stesso: solo lo spirito assoluto è, e l’atto suo è l’eterna negazione di quella negazione che è il finito. «Tutta la sfera del finito e del sensibile si dissolve, nella vera fede, dinanzi al pensiero ed alla contemplazione dell’Uno che sono qui una cosa sola. Tutte le miserie della soggettività ardono in questo fuoco divorante ed anche la coscienza di questa dedizione e di questo annullamento è annullata».

Nessun filosofo ha levato alla religione un inno così entusiastico, come nelle pagine ispirate con cui comincia la sua Filosofìa della religione. La religione è quella sfera della coscienza nella quale tutti i problemi del mondo sono risolti, le contraddizioni del pensiero appianate, i dolori del sentimento acquietati, è la sfera dell’eterna verità, dell’eterno riposo, dell’eterna pace. Tutte le forme e le complicazioni dei rapporti umani, tutte le attività e i godimenti, tutto ciò che per l’uòmo ha valore, tutto ciò in cui l’uomo cerca la sua felicità, la sua gloria, il suo orgoglio, trova il suo ultimo centro nella religione, nel pensiero e nel sentimento di Dio... Tutti i popoli sanno che la coscienza religiosa è la verità della loro vita ed hanno sempre considerata la religione come la loro dignità e come il sabbato della loro vita. Tutto ciò che desta in noi dubbio ed angoscia, ogni