Pagina:Martinetti - Saggi e discorsi, 1926.djvu/57

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(p. es. il concetto del Logos). — Di qui si spiega ancora come a questo irrigidimento dogmatico si accompagni frequentemente l’intolleranza. Coloro i quali considerano la loro verità come una verità d’origine divina, consacrata, oltreché dall’origine sua, dall’autorità della tradizione, sono tratti naturalmente a considerare questa verità come l’unica verità e la fede in essa come la conditio sine qua non della religione. Ogni altra credenza non può essere che un errore inescusabile perchè conduce all’irreligione. Ora chi vede nella religione, ed a buon diritto, il bene supremo dell’umanità e deve perciò promoverne la conservazione, dovrà anche lottare per la conservazione integra della fede, per la repressione di tutte le credenze contrarie e perseguitare coloro che le professano come nemici della religione e della vera pietà.

È naturale che quando una religione non solo ha subìto per la forza delle cose quel processo di degradamelo che suscita la reazione mistica, ma si è chiusa in un sistema di dogmi ostile alla vita intellettiva — che pure è il fondamento attivo della vita religiosa — essa provochi una reazione religiosa ben più intensa e profonda, una reazione che deve mirare non solo a riformare la vita religiosa nella sua interiorità, ma anche e più a rinnovarne il fondamento teorico: il movimento religioso di rinnovamento ha allora un carattere ad un tempo mistico e speculativo. Tutte le età in cui un intenso movimento spirituale prelude alla formazione di una grande religione ci presentano distintamente l’uno e l’altro aspetto. Il ritualismo bramanico, che aveva sistematizzato in un vasto sistema teologico il politeismo vèdico, era fondato su d’una concezione, la quale, come vediamo già da alcuno dei più recenti inni vedici, era inferiore alle nuove esigenze del pensiero; d’altra parte aveva incluso in sè riti ed elementi animistici appartenenti a periodi religiosi anteriori. La reazione che condusse alla rivoluzione buddistica ci si presenta da una parte come speculazione panteistica (Upanisadi, filosofie prebuddistiche), dall’altra come reazione ascetica e mistica: quest’ultimo è il carattere che prevale nel buddismo, il quale, pur fondandosi inconsapevolmente sulla speculazione anteriore, disdegna la speculazione e reagisce in particolare contro il formalismo superstizioso del bramanesimo. Così la corrente religiosa che condusse alla costituzione del cristia-