Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/109

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— Sì, talvolta si è parlato di costui nelle nostre conversazioni; dicesi godere d’una fama grandissima.

— Basti il dire che come prima si è saputo a Napoli essere giunto questo insigne professore, l’albergo delle Crocelle, dove ora egli si trova, è ingombro di carrozze da mane a sera; le più illustri famiglie se ne contendono una visita. Si citano prodigi da costui fatti, massimamente per le infermità degli occhi.

Beatrice abbasso il capo, dandogli una leggiera ondulazione quasi che avesse detto al padre: Illusioni! Vane speranze!.. Il Marchese osservò quel movimento, ma finse di non averlo compreso, e continuò:

— Ti dirò in confidenza, figliuola mia, che ho ritardato il tuo matrimonio a bella posta. Il conte Franconi mi avea scritto da Londra sulla straordinaria abilità di questo Oliviero Blackman; mi aveva detto che questi aveva oprato portenti su i ciechi. Puoi immaginarti quante premure feci al Conte, affinchè avesse indotto il Blackman a farsi una passeggiata in Italia; ed un bel mattino, mi ebbi la consolazione di leggere in una lettera del Conte, che il medico erasi finalmente deciso a passare in Napoli la stagione autunnale, e che forse avrebbero fatto insieme il viaggio. E col fatto, pochi dì or sono, giunsero, ed io concertai col mio amico di qui menarlo un bel dì, sotto pretesto di fargli fare una scappatella in campagna... Ed ieri appunto mi scrisse che questa mattina sarebbero venuti... Ma bada, figlia mia, che ho avuto cura d’invi-